13 Sentinels: Aegis Rim – Recensione

Dopo una storia da circa 23 ore e un platino fresco fresco di acquisizione, abbiamo concluso l’atipica avventura di 13 Sentinels: Aegis Rim; gioco sviluppato da Vanillaware e pubblicato da ATLUS per PlayStation 4. Nella nostra anteprima ci eravamo lasciati con delle impressioni tutto sommato positive, seppur con qualche riserva per quanto riguarda la presentazione delle sezioni di battaglia. Dopo aver completato tutto ciò che 13 Sentinels ha da offrire, la nostra opinione non si è spostata di molto, impreziosendosi però di alcuni importanti dettagli che il gioco ha saputo eseguire al meglio.
Cercheremo di non ripeterci troppo in questa recensione, quindi vi consigliamo di leggere anche l’anteprima che potete trovare al seguente link.

Come abbiamo già accennato, 13 Sentinels: Aegis Rim non è un titolo che riteniamo essere per tutti. In un’industria che pian piano ha trovato una sua identità, nel bene e nel male, il gioco di Vanillaware ignora completamente qualsiasi convenzione su cosa funziona e non funziona nel videogioco e crea un’esperienza completamente originale, sia per contenuto che per esecuzione. Per la stessa natura dell’opinione di chi vi scrive, questo non è in alcun modo considerabile un difetto, anzi tendiamo a premiare quando un progetto mostra qualcosa di nuovo e strano quando ben realizzato, come abbiamo spiegato in quel del 2019 con la recensione di Travis Strikes Again: No More Heroes. 
Per ribadire in cosa consiste 13 Sentinels: Aegis Rim, diciamo che si tratta di un’amalgama di avventura grafica reminiscente delle fatiche di Lucas Arts, seppur con focus sulla narrativa vista da multipli punti di vista piuttosto che su enigmi, e RPG Strategico nel quale la narrativa lascerà lo spazio a delle battaglie contro i Kaiju a bordo di enormi Mecha. Ciò che rende subito estremamente atipico il titolo Vanillaware è che queste due metà sono in realtà nettamente distinte, non si giocherà la narrativa per poi venir interrotti da un qualche combattimento o viceversa, invece questi ultimi sono ambientati tutti dopo la conclusione delle 13 storie dei personaggi, che invece si concentreranno su come i protagonisti si preparano alla guerra contro i Kaiju e sui misteri del loro mondo.

Con questo stratagemma Vanillaware riesce a trovare un modo di circumnavigare i limiti del medium videogioco, nel quale alle volte raccontare una storia può essere complesso proprio a causa della necessità di alternare la narrativa al gameplay.
Ovviamente è possibile raccontare una storia tramite il gameplay stesso, come i più talentuosi individui e studi dell’industria han dimostrato con titoli come la MGS saga o i due The Last of Us, solo per citare due esempi, ma questo non toglie che alcune storie siano complesse da raccontare tenendo in considerazione la natura del videogioco. La narrativa di 13 Sentinels rientra in questa categoria; non potrebbe mai essere stata raccontata senza questa ottima idea pensata dai suoi sviluppatori.

Le sezioni ad avventura grafica sono senz’altro il focus del titolo ed è dove il gioco offre il meglio di sé. Prenderemo parte a 13 storie, una per ogni guerriero destinato a combattere nelle titolari Sentinelle e queste si incroceranno a praticamente ogni occasione e si svilupperanno in un lasso di tempo di circa 160 anni (per quanto vivremo soltanto gli eventi a salti di 40 anni).
Il mondo di 13 Sentinels: Aegis Rim a primo impatto può sembrare piuttosto classico, dopotutto il concept del Kaiju che distrugge il mondo non è nuovo, tuttavia Vanillaware prende un approccio diverso riguardo la storia: il focus non sono Kaiju e come combatterli, ma il modo in cui i personaggi si interfacciano con questo strano mondo in cui le misteriose mostruosità appariranno. Essenzialmente il gioco si propone in un contesto fantascientifico, ma dove la fantascienza in sè è solo un pretesto per ambientarci un thriller che fa del “mystery box” il suo maggiore punto di forza.

Ad avventura conclusa ci siamo trovati estremamente soddisfatti dalla narrazione di 13 Sentinels: Aegis Rim. Si tratta di una storia insolita e strana da vivere in un videogioco, ma che funziona sotto ogni aspetto. I personaggi sono fantastici, le relazioni tra loro pure (anche se forse un po’ troppo melense nell’epilogo) e lo scoprire in ordine sparso le verità dietro alla catastrofe dei Kaiju è divertente dall’inizio alla fine. Ovviamente trattandosi di un gioco con 13 punti di vista e 5 linee temporali differenti, seguire gli eventi può essere complesso, non perché mal raccontati ma perché per natura stessa della storia bisogna tenere traccia di chi fa cosa e dove.
Infatti uno dei motivi per cui 13 Sentinels: Aegis Rim potrebbe non essere per tutti è proprio perché pretende estrema attenzione a ciò che succede a schermo, saltando anche solo una scena si possono perdere termini o rivelazioni importanti che, a domino, porteranno al non riuscire a comprendere gli eventi successivi.

Tuttavia Vanillaware è riuscita magistralmente a ripagare l’impegno che pretende, grazie a una scrittura molto solida, un pacing estremamente ben congeniato che funziona a prescindere dall’ordine in cui si giocheranno le storie (che è parzialmente influenzato dal giocatore) e soprattutto grazie a delle scene finali molto soddisfacenti che si collegano benissimo con le sezioni di gameplay strategico, che rappresentano essenzialmente il finale della storia.
Parliamo quindi dell’altra faccia di 13 Sentinels: Aegis Rim, il combattimento strategico. Prima di tutto c’è da fare una precisazione, nonostante questo sia ambientato a seguito degli eventi della narrativa, non verrà affrontato in blocco a storia conclusa, ma sarà necessario proseguire fino a certi punti per sbloccare alcune scene nelle storie di diversi personaggi. A livello di pacing, questa sezione seppur separata dalla trama, ci si integra ottimamente e può servire per spezzare la monotonia del basilare gameplay dell’avventura grafica. Purtroppo in questi combattimenti si nota il maggior difetto dell’opera di Vanillaware: la presentazione grafica delle battaglie.

Come accennato nell’anteprima, le battaglie strategiche sono presentate da una visuale a volo d’uccello di una mappa molto sterile, con nemici e alleati essenzialmente consistenti in frecce o puntini colorati, con l’occasionale modello molto semplice per nemici più importanti. Purtroppo questo non fa solo sembrare questa parte del gioco inferiore alla narrativa, presentata con magnifici artwork come solo Vanillaware è in grado, ma rende anche complicato capire contro quale tipologia di nemico si sta combattendo.
Questo è essenzialmente l’unico difetto che abbiamo riscontrato in 13 Sentinels: Aegis Rim, ma è un’enorme peccato considerando che il gameplay è anche molto divertente, con tantissimi modi di approcciare le battaglie, un sistema di overload dei personaggi che ti porta a doverli usare tutti improvvisando tattiche diverse in base a chi è disponibile e una varietà di nemici sorprendentemente alta. Anche il livello di difficoltà è ottimo, e varia dal casual per chi vuole solo la trama e vede questi combattimenti come poco più che un peso, a insano per chi invece vuole ragionare sulle varie situazioni.

Abbiamo giocato gran parte del gioco a insano, per poi ripercorrere qualche livello in casual per puntare a un tutto sommato facile trofeo di platino, e dobbiamo dire che siamo estremamente soddisfatti dell’esperienza, ma rimane l’amaro in bocca a pensare cosa potevano essere i combattimenti se presentati con il classico stile Vanillaware. Da sottolineare che anche il sistema di potenziamento dei personaggi, per quanto tutto sommato ottimo, è presentato in maniera piuttosto confusa e che trasuda basso budget.
Infine altro piccolo difetto, utilizzando un paio di skill particolarmente distruttive quando ci saranno una moltitudine di nemici a schermo è possibile incappare in qualche calo di framerate. Buona la colonna sonora, solitamente utilizzata solo per trasmettere l’atmosfera con giusto un paio di eccezioni, ma che svolge tale lavoro egregiamente.

In definitiva 13 Sentinels: Aegis Rim è uno dei titoli che quest’anno ci ha più appassionato. Purtroppo il progetto più ambizioso di Vanillaware soffre il peso di questa ambizione e deve trovare un compromesso risparmiando sulla presentazione estetica della sezione strategica, che però rimane divertente e non toglieremmo assolutamente essendo molto importante per l’esperienza generale. La narrativa è molto originale, prendendo sicuramente ispirazione da classici come Evangelion ma con idee e focus tanto diversi da dare a 13 Sentinels un feeling unico e distinto. I personaggi sono tutti unici e umani, mai particolarmente sopra le righe e sempre divertenti da seguire e i colpi di scena sicuramente non mancano come in ogni mystery box che si rispetti. Alla conclusione delle 23 ore circa che servono per concludere l’avventura, 13 Sentinels: Aegis Rim chiude tutto ciò che deve e regala anche un’epilogo che agisce come “fiocco” per una storia che ci ha convinto a pieno.
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fonte : https://www.gamesource.it/recensioni/13-sentinels-aegis-rim-recensione/

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