Need For Speed: Hot Pursuit Remastered – Recensione

Need For Speed: Hot Pursuit Remastered torna su PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch, sviluppato da Stellar Entertainment Limited ed edito da Electronic Arts. Il titolo porta con sé tutto ciò che conteneva la versione originale, con l’aggiunta di tutti i DLC usciti successivamente al lancio del gioco, ovvero il pacchetto “Ribelli SCPD“, il pacchetto “Supersportive“, il pacchetto “Armati e pericolosi“, “Lamborghini indomabili” e “Porsche scatenate“. A livello di modalità carriera, abbiamo 30 sfide in più rispetto alla precedente versione, mentre le auto della Polizia sono disponibili in numero minore rispetto alle auto da criminale. Il sistema dei trofei è stato rivisto per adattarlo all’attuale generazione di console e, in generale, ogni aspetto del gioco è stato rivisto e migliorato. Non ci sono modelli nuovi di auto, quindi tutto ciò che c’era prima lo ritroviamo nella versione Remastered.

Bentornati a Seacrest County
Eravamo andati via dieci anni fa, lasciandoci alle spalle una delle ambientazioni più belle e variegate che la saga di NFS ci avesse mai regalato, se non la più bella. Dal parco nazionale di Boulder Desert passando per la Big Timber Forest e finendo alle montagne innevate di Big Timber Crest, i ricordi affiorano molto rapidamente.
Il gioco è cambiato tanto, l’ambientazione già suggestiva adesso è resa davvero bene e permette di godersi tramonti splendidi al volante di bolidi come la leggendaria McLaren F1 o la Gumpert Apollo S. Proseguendo nella carriera, si potranno sbloccare diverse auto, divise per categoria e fascia di prezzo. Scegliete accuratamente, perché ci sono auto più adatte di altre a seconda della tipologia di superficie sulla quale vi ritroverete a correre.

Il modello di guida di Need For Speed: Hot Pursuit Remastered ricalca l’ormai famoso e collaudato “modello NFS”, nulla di simulativo ma adorabilmente arcade. Dimenticatevi tutto ciò che non è velocità pura: niente drifting, niente gare di accelerazione, niente cose strane. Need For Speed: Hot Pursuit Remastered è il NFS della vecchia scuola: supercar da sogno, acceleratore a tavoletta e lampeggianti della Polizia negli specchietti.
Anche qui potrete guidare le auto della Polizia, grazie all’arricchimento del gameplay con i due contenuti all’epoca scaricabili, ovvero “Corsa agli armamenti” e “Ricercato n.1“. Un elemento simpatico è dato dalla nuova gestione delle scorciatoie: se prima era sufficiente seguire strade laterali che tagliavano curve e tornanti, facendovi risparmiare tempo, ora è necessario conoscere meglio la mappa perché non tutte le scorciatoie rappresentano percorsi più brevi rispetto al percorso principale. Occhio, la scorciatoia sbagliata può farvi perdere una gara o farvi finire dritti in un posto di blocco.

Lo scopo del gioco è sempre quello: alzare la reputazione e, di conseguenza, attirare l’attenzione della Polizia. Il consiglio che possiamo darvi è di non spendere molti soldi in auto all’inizio, perché non essendoci i potenziamenti e le modifiche, l’auto rimarrà così com’è. Arrivare il prima possibile a modelli prestigiosi e performanti è fondamentale su questo titolo, perché i difetti di un’auto non sono assolutamente mascherabili o aggirabili con i potenziamenti.
La Polizia è aggressiva e cercherà prontamente di sfasciarvi la macchina a colpi di tamponamenti e manovre di neutralizzazione, pertanto cercate di far durare gli inseguimenti il meno possibile perché essere distrutti equivale a un arresto. A livello di storyline, di fatto non c’è nulla. Dimenticatevi Payback o Heat, è un gioco di vecchia concezione e ve lo fa capire fin dall’inizio.

Grafica e Audio
Need For Speed: Hot Pursuit Remastered ha ricevuto una bella rinfrescata. Tutta l’interfaccia è stata rivista, le luci e le ombre sono gestite in maniera più funzionale e, specialmente per quanto riguarda la notte, non sembra di correre in mezzo al buio pesto, come accadeva nel 2010. I modelli delle auto sono più rifiniti, anche se non sono ovviamente paragonabili ai titoli attuali. Le ambientazioni sono visivamente e sensibilmente più ricche rispetto alla versione precedente, sia a livello di elementi, sia a livello di particolarità dei fondali.
Passare dal deserto alle montagne innevate è davvero suggestivo ed esibirsi nella modalità foto è davvero appagante. Nelle situazioni più concitate, c’è qualche calo di frame rate, ma nulla che possa dare realmente fastidio. L’audio è da sempre molto curato, le varie tipologie di motore si differenziano bene e anche gli effetti ambientali sono ben realizzati. Colonne sonore? In pieno stile NFS.

Multiplayer
L’on line di Need For Speed: Hot Pursuit Remastered ha subito profonde rivisitazioni rispetto all’originale di 10 anni fa, allineandosi agli ultimi titoli della serie. Innanzi tutto parliamo di un titolo “cross play“, quindi potrete sfidare i vostri amici su piattaforme diverse, il che amplifica ulteriormente il bacino di utenza che potete trovarvi a sfidare. Di fatto, essere sulle strade di Seacrest County equivale a essere sempre on line.
Il tempo che farete registrare nei vari eventi finirà nella leaderboard e saprete subito se un amico vi ha battuto o se avete battuto lui. Questo rende il titolo virtualmente infinito, con sfide sempre ripetibili alla ricerca del tempo inarrivabile o delle traiettorie migliori per battere il tempo fatto registrare dai vostri amici. Se il time attack non vi basta, tranquilli, il gioco mette a disposizione sfide testa a testa, inseguimenti e tante ore di divertimento. Durante la recensione non è stato possibile provare molto la modalità on line, tuttavia il gioco non ha mostrato incertezze a livello di server.

L’ennesima remastered, direbbe qualcuno. Forse sì, forse no. Come già detto in apertura di articolo, fare un confronto con Need For Speed: Heat o anche solo con Payback sarebbe tanto inutile quanto ingiusto. Non si può pretendere che una Remastered trasformi un gioco di dieci anni fa in un gioco del 2020. Hot Pursuit Remastered sente il peso degli anni, ed è innegabile, dire il contrario sarebbe da ipocriti. Il bello di rigiocare a titoli vecchi di dieci anni, aiuta a comprendere al meglio quanto in realtà la minestra di certe saghe ormai sia sempre la solita, perché gira e rigira c’è sempre il ragazzo di turno col passato tormentato, una selezione di auto che è fondamentalmente sempre quella, una città che cambia nome quasi ogni volta e poliziotti più o meno corrotti dai quali scappare. Need for Speed è questo, da sempre, o lo si ama o lo si odia, le speculazioni lasciano il tempo che trovano. Se non siete fanatici delle personalizzazioni alle auto e, per una volta, potete esimervi dal fare la vostra BMW verde evidenziatore coi cerchioni rossi (too cool, huh?), dategli una possibilità. Se avete giocato alla versione del 2010 invece, potete tranquillamente passare oltre e procurarvi un capitolo più recente.
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fonte : https://www.gamesource.it/recensioni/need-for-speed-hot-pursuit-remastered-recensione/

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