The Hong Kong Massacre – Recensione

Il cinema d’azione è cambiato negli ultimi anni e le “pellicole” di oggi vedono rappresentati gli action movie come una sorta di macabra danza fatta di omicidi, che affascina e lascia stupiti man mano che il massacro dei nemici prosegue, con schizzi di sangue e morti a effetto come contorno. E non cambia solo il cinema: anche il mondo dei videogames è profondamente affascinato da questo movimento quasi artistico che vede un killer solitario falciare decine di nemici a schermo quasi fosse John Wick quando gli hanno ucciso il cane. Bene, lo studio VRESKI ha deciso di cavalcare quest’onda e – ispirandosi a classici film d’azione quali i capolavori di John Woo e impostando la visuale e l’azione alla Hotline Miami con un pizzico di bullet time preso da Max Payne – sforna uno sparatutto con visuale dall’alto dal nome di The Hong Kong Massacre prodotto da Untold Tales S.A. e disponibile già da tempo per PlayStation 4, PC (tramite la piattaforma Steam), che ora sbarca anche su Nintendo Switch.
Andiamo a vedere insieme di cosa si tratta.

Come si addice ai titoli del genere, anche per The Hong Kong Massacre la trama è un banale pretesto per proseguire nell’avventura e uccidere tutti i nemici, stage dopo stage. Nei panni di un ex agente di polizia, il nostro compito sarà quello di farci strada a suon di cadaveri nella scala sociale della malavita, al fine di ottenere quello che è il cardine di ogni massacro che si rispetti: la vendetta per l’uccisione della nostra partner.
The Hong Kong Massacre è uno stereotipo ambulante così ricco di cliché da sembrare banale, ma che non per questo smette di funzionare all’atto pratico o di affascinare; sarà per la natura dell’essere umano, ma il valente e prode cavaliere, magari un po’ cattivo, che ammazza i nemici per vendicare la sua bella da sempre colpisce l’immaginario collettivo, per quanto moralmente ci sarebbero da rivedere due o tre cosette. Ma in un twin sticker adrenalinico come The Hong Kong Massacre non è di certo la morale a farla da padrone, ma il piombo.

Lo studio VRESKI, seppur con tutti i riferimenti già citati, sforna un prodotto che funziona e che miscela il twin sticker, allo sparatutto e se vogliamo anche al videogames tattico. Ogni livello vedrà il protagonista impegnato a percorrere una serie di ambientazioni falciando istantaneamente i nemici e cercando di evitare le pallottole. Anche solo una ferita ci porterà a ricominciare immediatamente il livello. Si snoda quindi davanti agli occhi del videogamer una sorta di “muori e impara” con un livello di difficoltà tarato verso l’alto ma non per questo frustrante. Dovrete procedere con cura e memorizzare le posizioni dei nemici per farli fuori velocemente prima che possano rendervi pan per focaccia.
Per riuscirci avrete a disposizione due caratteristiche importanti, senza le quali riuscire nell’impresa diventa una sfida di alto livello: il bullet time e il dive. Il primo rallenta il tempo permettendoti di prendere bene la mira con lo stick destro e il secondo permette di tuffarsi per evitare le pallottole. Le due feature possono anche essere usate insieme, a patto naturalmente di avere la barra del bullet time totalmente carica.

Così ogni livello parte nello stesso modo: con il protagonista che si getta nel pericolo, affronta i nemici e viene falciato da qualcuno di cui non aveva tenuto conto. A ogni morte si acquisiscono informazioni su come procedere e sulle posizioni del nemico che, probabilmente per non renderci le cose facili, rimane sempre al riparo, asserragliato al coperto, per far capolino solo quando avvertirà la presenza del player. Man mano che il gioco avanza e che quindi il livello di sfida sale, troveremo nemici in grado di spiazzarci cambiando posto e cercando di coglierci alle spalle o di sorpresa.
I boss di fine stage, se così si possono definire, vedono solo come protagonista un cattivone più coriaceo a morire, che aiutato da scagnozzi di basso rango cerca di farci fuori. Purtroppo però imparare i pattern di questi boss è fin troppo facile e la frustrazione dovuta alla morte (unita alla smania di scaricare piombo sul malcapitato) lascia il posto in fretta a una serie di calcoli lucidi che prendono in considerazione ripari, tragitti e tempi di fuoco, permettendo al giocatore di avere la meglio piuttosto in fretta.

Per quello che riguarda il comparto armamenti, purtroppo The Hong Kong Massacre è un po’ scarso. Abbiamo solo la possibilità di usare una pistola, un fucile a pompa, una mitraglietta e un mitra vero e proprio. Ognuna di queste armi può però essere potenziata spendendo delle stelle che potrete recuperare al termine dello stage e assolvendo determinati requisiti sempre uguali: non sprecare pallottole (un tiro un centro), non usare il bullet time e terminare lo stage entro un tempo limite.
Che questo però non impensierisca il giocatore: migliorare le armi è una perdita di tempo e anche lo sceglierne una piuttosto che un’altra lascia il tempo che trova. L’unica vera discriminante è il caricatore, ma se contate che ogni nemico ucciso lascia per terra la sua arma anche questa caratteristica è di scarsa importanza.

La grafica di The Hong Kong Massacre è all’altezza della situazione. In una visuale dall’alto si possono apprezzare fondali non troppo statici, con una prospettiva di profondità irreale ma convincente, e con luci e ombre al posto giusto. La fisica delle esplosioni e anch’essa sulla stessa falsa riga: irreale ma convincete. Anche i pattern di colori sono azzeccati e rispecchiano le atmosfere pulp e tipicamente orientali. Il porting per Nintendo Switch (console usata per i test dalla redazione) esalta poi il tutto donando una sensazione maggiormente appagante e soprattutto immersiva.
Per quanto il gioco sia ben gestibile dall’hardware della piccola di casa Nintendo va comunque detto che il porting ha caricamenti accettabili che non spezzano troppo il ritmo di gioco. Avremmo apprezzato una localizzazione in italiano (che però è trascurabile data la trama appena abbozzata) e magari qualche cutscene in più e maggiormente diversificata.

The Hong Kong Massacre sviluppato da VRESKI e edito da Untold Tales S.A. è disponibile già da tempo per PlayStation 4, PC, Steam, e ora è fruibile anche su Nintendo Switch. Il titolo ha già avuto la sua fetta di successo che ora si replica con il porting sulla piccola di casa Nintendo, console che ben si presta ai titoli del genere. Al netto di una trama abbozzata e di pattern dei nemici prevedibili The Hong Kong Massacre riesce a divertire e a coinvolgere senza mai essere troppo frustrante. Purtroppo però non riesce neanche a entusiasmare alla follia relegandosi a mero passatempo in attesa di assaporare qualcosa di più succulento.
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fonte : https://www.gamesource.it/recensioni/the-hong-kong-massacre-recensione/

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