DOOM Eternal: The Ancient Gods Parte 2 – Recensione

A quasi un anno esatto dal rilascio di Doom Eternal si conclude l’epopea dello Slayer con il secondo DLC The Ancient Gods Parte 2, che ci porterà all’Inferno con il mitico Doomguy per un ultimo, epico e glorioso massacro. Annunciato quasi in sordina, questo atteso secondo contenuto aggiuntivo rilasciato da Id Software è senza dubbio la ciliegina sulla torta di un lavoro che a distanza di 12 mesi continua a raccogliere consensi e a divertire, con la pura follia e frenesia che da sempre lo contraddistinguono. Giocabile senza necessità del titolo principale, così come era avvenuto per The Ancient Gods Parte 1, viene rilasciato al prezzo di 19,99 EUR mentre è incluso gratuitamente per i possessori della Deluxe Edition e del Year One Pass.

Sappiamo bene che a livello narrativo la serie Doom non si è mai contraddistinta per una certa profondità prediligendo invece shotgun, machine gun e piogge di sangue. Tuttavia, con Doom prima e Doom Eternal poi, è innegabile che Id Software sia riuscita a confezionare un’ottima sceneggiatura, non priva di grossi colpi di scena, riuscendo addirittura a creare un collegamento con Doom 64, non a caso incluso nei pre-order dello scorso anno. Questo trend non è stato abbandonato con i due DLC The Ancient Gods Parte 1 e Parte 2,  anche se quest’ultimo, nonostante alcuni riferimenti narrativi, è quasi totalmente incentrato sull’epica battaglia che farà da epilogo alla campagna, con lo Slayer pronto a porre fine all’egemonia del Signore Oscuro e scacciare così definitivamente tutte le forze infernali.

Ancora una volta ritroviamo il Doomguy con a disposizione tutto l’arsenale sbloccabile durante la campagna di Doom Eternal, a cui si aggiunge il Martello delle Sentinelle, artefatto dotato di una potenza esplosiva in grado di stordire i nemici, rendendoli più vulnerabili alle abilità dello Slayer per permettergli di acquisire loot dai loro resti. Questo nuovo – ma essenziale – elemento sarà in grado di modificare e variare l’approccio dello Slayer ai combattimenti sfruttando il potenziale che quest’arma, in grado di ricaricarsi con le uccisioni epiche, potrà dare soprattutto nell’epilogo del DLC.
L’introduzione di una nuova arma si accompagna a quella di ben cinque nuovi nemici, anche se varianti di modelli già esistenti: Il Barone corazzato, l’Imp di pietra, l’Urlatore, il Predatore maledetto, il Soldato demoniaco e il Soldato antisommossa. Con questi nuovi nemici il Martello delle Sentinelle si rivelerà quasi essenziale in quanto potrà facilitarne l’eliminazione, vedi ad esempio il Barone corazzato, un osso decisamente duro grazie alla sua armatura. Con l’introduzione di questi nuovi nemici, in generale i combattimenti sono pensati per permettere al giocatore di sfruttare quante più abilità e armi possibili, oltre a poter pensare diversi approcci e strategie.

Al di là di queste due novità durante le fasi di combattimento, il gameplay si arricchisce anche di una nuova componente “platform” grazie alla presenza di appigli a cui sarà possibile agganciarsi tramite l’abilità della doppietta: questa nuova feature apre la strada a diverse varianti adottabili in alcune “zone di guerra” oltre a rendere le fasi di gameplay “non shooter”, un poco più complesse. Per il resto il gameplay è quello rodato con brevi fasi esplorative alternate a combattimenti in mischia, frenetici e impegnativi grazie alla presenza di nemici resistenti e ostici. Sicuramente si registrano meno combattimenti, seppur sempre impegnativi, rispetto al precedente DLC e qui sembra che l’intenzione di Id Software sia stata quella di far prendere dimestichezza al giocatore col nuovissimo Martello delle Sentinelle, in vista dell’epica Boss fight finale.

Sul versante tecnico assistiamo all’ennesima conferma dell’Id Tech 7, ancora più apprezzabile sulle console di nuova generazione come Xbox Series X se abbinate a un buon pannello TV 4K. Il tutto scorre liscio e senza cali di frame rate anche nelle situazioni concitate che, come da tradizione di Doom, di certo non mancheranno. Anche il comparto sonoro, sempre gradevole e appagante, si conferma su ottimi livelli grazie all’eccellente lavoro del duo Andrew Hulshult e David Levy, che hanno preso il testimone da Mick Gordon dopo l’abbandono di quest’ultimo, dovuto alla sua insoddisfazione sul mix finale della colonna sonora di Doom Eternal.

Siamo quindi di fronte a un DLC coi fiocchi? Non proprio, dal momento che sono evidenti fin da subito situazioni ripetitive rispetto al passato, nonostante gli ulteriori add-on al gameplay nelle tre nuove location di gioco. Ne sono un esempio gli eventi Escalation, ovvero scontri caratterizzati da due ondate di difficoltà crescente: ai fini pratici sarà sufficiente completare la prima ondata per poter ottenere un potenziamento per il Martello delle Sentinelle e poter quindi proseguire con la trama. La seconda ondata? Un vezzo che permetterà di ottenere un oggetto estetico: davvero poca cosa per permettere di aumentare una ben scarsa longevità. Il consiglio, in base ovviamente ai propri gusti personali, rimane quello di affrontare il DLC con un buon livello di difficoltà anche perché gli ambienti di gioco saranno davvero una manciata e, come accennato poco sopra, il tutto non sembrerà altro che una preparazione allo scontro finale con il Signore Oscuro. Quest’ultima, nonché unica, boss fight di The Ancient Gods Parte 2 da un lato risulta appagante mentre dall’altro si rivela un po’ sterile, per varietà e spettacolarità, se comparata a quelle presenti in Doom Eternal.

Se analizziamo nel suo complesso l’opera dietro Doom Eternal, questo secondo DLC The Ancient Gods Parte 2 meriterebbe senza dubbio maggiori lodi. Tuttavia, in considerazione del precedente contenuto aggiuntivo e, in generale, delle aspettative che ne sono sfociate, non possiamo elevarlo più di tanto. Sicuramente ha il pregio di aggiungere una manciata di novità alle poche ore di gioco disponibili, sempre all’insegna del godurioso massacro nei panni dello Slayer, ma il tutto sembra quasi un antipasto per apprendere le doti del Martello delle Sentinelle e poter affrontare al meglio il Signore Oscuro. Proprio questa boss fight finale non soddisfa appieno e non genera quella sensazione di trionfo che ci si potrebbe aspettare visti i precedenti. A prescindere da tutto ciò, i due DLC rendono giustizia al titolo principale, riuscendo ad arricchirlo e ad alzare ulteriormente l’asticella del suo voto finale. In definitiva non vi è dubbio alcuno sul fatto che Id Software, con Doom Eternal, The Ancient Gods Parte 1 e The Ancient Gods Parte 2, abbia davvero lasciato il segno in questo inizio del nuovo decennio videoludico.
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