Babylon’s Fall – Anteprima

L’E3 2021 sarà ricordato per sempre come uno dei più particolari, sotto diversi aspetti. La fiera losangelina, ancora pesantemente limitata dall’emergenza Covid-19, ha saputo regalare ai fan diversi spunti di gioia videoludica, per quanto sia inequivocabilmente mancata quella classica “super bomba” tipica di una manifestazione del genere, attesa al varco dai fan come una sorta di messia.
Certo, sia chiaro, l’evoluzione (o involuzione) degli ultimi anni ha reso in qualche modo l’E3 “meno E3”, per intenderci, di quanto fosse fino a qualche anno fa, ma non possiamo negare che abbiamo avvertito l’assenza di qualcosa di veramente clamoroso all’orizzonte (escludendo Elden Ring, ovviamente).
Se c’è qualcosa di rimasto immutato dell’E3, però, è sicuramente il fattore legato alla curiosità e all’interpretazione, da sempre in qualche modo il fulcro del settore videoludico. I titoli mostrati, per quanto privi di quel campione indiscusso, hanno saputo comunque lasciare importanti spunti di riflessione e pesanti interrogativi, per quanto non necessariamente in maniera positiva.

Tra questi, a strappare un poco ambito primato, spunta sicuramente Babylon’s Fall, promettente e spettacolare titolo targato PlatinumGames che, proprio in linea col difficile periodo dell’azienda, sta subendo un percorso di sviluppo e comunicativo decisamente travagliato e turbolento. Dopo il breve trailer mostrato all’E3 del 2019, che aveva generato grande hype nei fan, specialmente quelli affezionati al lavoro della software house in questione, del titolo si sono perse quasi totalmente le tracce, fino a qualche giorno fa.
Durante la conferenza di Square Enix, infatti, Babylon’s Fall è tornato a mostrarsi al grande pubblico, regalando ai fan, però, un qualcosa di imprevisto e soprattutto palesando un prodotto che sembra differire anche fin troppo dalla base di partenza.
O scali o muori
Per chi non lo sapesse, Babylon’s Fall affonda le sue radici in un intreccio narrativo che varia attraverso numerosi dettami tematici, sforando a più riprese i confini tra di essi. L’opera di PlatinumGames, in linea con gli altri lavori della software house, sembra desiderosa di portare in scena l’eterno dualismo del sottile confine tra umano e divino, confezionando un prodotto sulla carta interessante e narrativamente intrigante.
Le Sentinelle, così come dovrebbero chiamarsi i nostri alter-ego, sono imprigionate in un pericoloso luogo di spietata bellezza, che mette a dura prova senza soluzione di continuità sia il loro corpo che la loro mente. Il luogo in questione è chiaramente la Torre di Babele, simbolo di speranza ma allo stesso tempo di perdizione e fallimento, che qui si palesa come una sorta di gigantesca prigione dalla quale è impossibile (o quasi) evadere. È proprio sotto questo aspetto che gira l’intreccio narrativo (ma anche quello ludico, in qualche modo) della produzione di Babylon’s Fall.

Alle Sentinelle viene offerto un modo per abbandonare la prigionia, ossia quello di combattere ancora e ancora, affinando le proprie tecniche e ampliando il proprio bagaglio di abilità fino al raggiungimento di un livello di forza tale da sconfiggere tutte le minacce dei vari piani della Torre. Per uscire dal loop infinito in cui sono stati catapultati, insomma, le Sentinelle sembrano avere una sola scelta: combattere, e di conseguenza tentare la scalata, o lasciarsi andare, precipitando così in un vuoto totale e inesorabile.
Un gemaplay… sorprendente!
Va di per sé, e non potrebbe essere altrimenti considerando la natura del publisher, che il focus principale della produzione ruoti intorno al gameplay e, soprattutto, al sistema di combattimento. Ed è proprio qui, paradossalmente, che si annidano i dubbi principali. Contrariamente a quanto visto nel trailer del 2019, infatti, Babylon’s Fall sembra aver smarrito completamente quella vena spettacolare e tecnica, allo stesso tempo un po’ il marchio di fabbrica del lavoro di PlatinumGames. Facciamo però un piccolo passo indietro.

Durante la prima presentazione, infatti, il gioco venne giustamente “presentato” come un action puro in grado di replicare, grazie anche al setting decisamente interessante, le gesta dei suoi fratelli maggiori e più fortunati. Sfortunatamente, però, le cose non sembrano stare così. Il ritorno del gioco sul palco dell’E3 2021, dopo due anni di silenzio totale (o quasi), ha palesato una realtà dei fatti ben diversa. La più importante sorpresa riguarda proprio l’infrastruttura ludica del gioco, destinata a far crollare più di una convinzione anche quelle dei fan più accaniti dell’opera di Platinum.
Vi aspettavate un action super figo? Sbagliato: il titolo sarà sì basato fortemente su meccaniche action, ma sarà anche imbastito come un live service, ossia come un titolo di cui i contenuti verranno resi disponibili a piccole dosi. E non solo: Babylon’s Fall, per voce stessa dei suoi creator, sarà un titolo pensato per essere fruito principalmente con un team di quattro giocatori, con tutto ciò che ne consegue a livello principalmente ludico.

Questo, in parole povere, cosa significa? Significa esattamente quello che sembra analizzando il nuovo trailer, ossia un brusco calo del ritmo di gioco e il conseguente ridimensionamento di quello che è un gameplay non più così spettacolare e frenetico. Certo, non la questione legata al multiplayer cooperativo non è esattamente una sorpresa al cento per cento, poiché le avvisaglie sembravano già esserci anche in precedenza, ma non potevamo immaginare che a “pagare” le conseguenze di tale scelta sarebbe stato proprio l’elemento cardine del progetto, ossia il gameplay in sé.
Dovendosi adattare alle “leggi” di una struttura ludica pensata per ospitare più giocatori nella stessa sessione, il primo aspetto a subire un forte ridimensionamento, come dicevamo poco prima, è il ritmo di gioco. Quello spettacolare e adrenalico impianto ludico sembra essere stato rimpiazzato da uno stile più lento e riflessivo in cui, appunto, si evince un po’ quella necessità di dare spazio a tutti e di garantire stabilità e soprattutto chiarezza una volta scesi in battaglia.

Ciò, chiaramente, per quanto comprensibile non possiamo negare che ci ha trasmesso delle brutte sensazioni. Da un titolo del genere ci si aspettano caratteristiche ben diverse, che erano un po’ le stesse della primissima ora e che invece hanno lasciato il posto a una rivoluzione probabilmente necessaria ma che di certo farà storcere il naso alla stragrande maggioranza del pubblico.
Luci e ombre di un restyling potenzialmente eccessivo
Sia chiaro, non stiamo dicendo che ci troviamo di fronte a un videogioco pessimo. Babylon’s Fall mantiene le buone premesse riguardanti aspetti come la gestione e la varietà delle classi, in cui spicca in particolare la variante delle abilità uniche, unita a un sistema di progressione tutto da scoprire e a loot system legato fortemente alle azioni dei giocatori danno sicuramente quella spinta necessaria per mantenere il titolo ancora nella lista delle potenziali sorprese, per quanto con qualche ovvia riserva in più rispetto a prima.
La natura di game as service poi potrebbe aiutare questa formula, che potrebbe e dovrebbe arricchirsi col passare del tempo. Babylon’s Fall potrebbe sfruttare parecchio la sua nuova veste, ampliandosi nel tempo con nuovi contenuti, nuovi loot e nuove possibilità ludiche col passare dei mesi, sfruttando così a proprio vantaggio quello che, a conti fatti, sembra essere una scelta azzardata.

Le novità relative al titolo non si esauriscono al gameplay e alla sua natura videoludica. PlatinumGames sembrerebbe aver messo mano anche sul comparto audiovisivo e tecnico dell’opera, che si è dimostrato decisamente più sottotono rispetto a quanto visto nel trailer dell’E3 2019 e soprattutto meno ispirato da un punto di visto dell’impronta artistico. Per farci capire, sembra mancare quella scintilla unica tipica dei prodotti della software house, per quanto alcune soluzioni ispirate e potenzialmente interessanti sembrerebbero rimaste immutate.
Chiaramente, però, per poterci sbilanciare maggiormente in tal senso dovremmo aspettare quantomeno la closed beta, che dovrebbe arrivare nel corso dei prossimi giorni e che rappresenterà un banco di prova molto importante per la nuova creatura di uno dei team di sviluppo più talentuoso ma anche più in difficoltà degli ultimi tempi.

Questa sorta di Babylon’s Fall 2.0 ci ha convinto decisamente meno rispetto alla sua “versione” precedente. Il gameplay più lento e il crollo verticale del fattore spettacolarità sono due elementi che potranno incidere parecchio nella riuscita di un prodotto figlio di uno sviluppo travagliato e che, negli ultimi anni, ha subito più di una rivoluzione. La speranza dei giocatori è che la nuova natura da game as service possa ampliare e migliorare la struttura ludica del titolo man mano, dando così maggiore senso anche all’impronta da GDR cooperativo che sembra essere il nuovo target per la creatura di PlatinumGames.
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fonte : https://www.gamesource.it/anteprime/babylons-fall-anteprima/

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