Back in Time – Funk of Titans

La recente uscita di Hades su nuove piattaforme ha risvegliato la nostra voglia di Grecia classica, ma, visto che in passato abbiamo già parlato di molti vecchi God of War, oggi parleremo di qualcos’altro.
Perseo, figlio di Zeus e di Danae, è uno degli eroi più famosi della mitologia greca, ma non ci risulta che gli fossero stati dedicati videogiochi fino ad ora (ma c’è in God of War II, e ovviamente non fa una bella fine -NdR). Fino ad ora, appunto, perché Funk of Titans ci racconta proprio le gesta dell’eroe greco, anzi, afroamericano! Eh, sì, gli spagnoli di A crowd of Monsters hanno realizzato un bizzarro melting pot…
Il nostro Perseo-afro, figlio di uno Zeus che assomiglia notevolmente a Morpheus (di The Matrix), è il paladino del genere funk, e la sua missione è sconfiggere i Titani, ciascuno ascrivibile a un diverso genere musicale.

Occasione sprecata
Queste premesse avrebbero potuto portare a un gioco delirante ed esilarante, ricolmo di citazionismi e parodie. E invece… e invece niente di tutto ciò, purtroppo. La musica non si ritaglia alcuno spazio nel gameplay, e tutto sommato nemmeno nella direzione artistica. I mondi a tema Pop, Rap e Rock hanno ben poco dei loro generi di appartenenza: solo i boss vanno a parodiare i vari Pitbull e Lady Gaga. Persino la storia è raccontata male, anzi, è sostanzialmente inesistente, siccome i dialoghi ridotti all’osso consistono o in consigli o in qualche battutina, dispensata da Zeus, da Aretha (Franklin, ovviamente) e da un Eracle ciccione e brufoloso.
Graficamente, Funk of Titans non si presenta malissimo: lo stile cartoon “ci sta” e la palette cromatica è gradevole, così come i vari effetti. A ciò fa da contraltare una fluidità non proprio eccezionale, qualche glitch, e una direzione artistica generica, che contiene qualche richiamo all’antica Grecia (sì, insomma, qualche anfora, qualche elmo…), ma non ai vari generi musicali.

Ancor più deludente il sonoro, che presenta poche tracce (sette, se abbiamo contato bene -NdR), nessuna delle quali vi rimarrà impressa dopo aver spento la console; non un lavoro inascoltabile, ma comunque non all’altezza di un gioco che dovrebbe avere la musica fra i suoi temi portanti. Il doppiaggio è assente.
Quasi come un endless runner…
Funk of Titans prende spunto da un genere in voga fra i titoli mobile, quello degli endless runner. Per chi non lo sapesse, si tratta di un sottogenere del platform in cui il personaggio corre automaticamente in livelli generati proceduralmente, quindi infiniti. Ecco, Funk of Titans presenta la prima caratteristica, ma non la seconda, visto che ciascun livello (della durata di un paio di minuti, o anche meno) è stato disegnato dagli sviluppatori.
Pad alla mano, il gioco è molto semplice: con A si salta, con X si usa l’arma (versione Xbox One), che serve per abbattere nemici, tirare leve e distruggere porte e altri oggetti. Tutto qua, a meno che non vogliate far pronunciare qualche verso o frasetta al vostro afro-Perseo. Anche la difficoltà è tarata verso il basso: la velocità di crociera non è elevata, i percorsi non sono tortuosi e, se anche lo fossero, la strada viene indicata dai vinili dorati sparsi per i livelli. Il level design è avaro di sorprese, ma presenta qualche bivio o passaggio più complesso, sapendo intrattenere per il poco tempo che serve a finire il gioco. Ovviamente si sarebbe potuto fare molto di più.

Il completamento di ogni livello dipende da tre parametri: salute, vinili, testa di Pegaso. Perseo non muore al primo colpo ricevuto, che semplicemente lo riduce in mutande (avete presente Ghosts ‘n Goblins, no? -NdR); per ottenere il “punto” salute di uno schema bisogna completarlo senza essere colpiti. Per ottenere quello vinili, invece, bisogna raccogliere tutti i cento dischi sparsi per il livello. Infine, per il punto Pegaso, bisogna trovare la testa di Pegaso, che poi attiva la relativa sfida di cui parleremo tra pochissimo.
Per variare un po’, A crowd of Monsters ha aggiunto altri due tipi di sfida, cioè le boss battle e le sfide Pegaso. Le prime sono in tutto sei (tre boss di fine mondo più tre mirmidoni), si dividono in tre round e sono terribilmente noiose, consistendo in banalissimi quick time event, privi peraltro di una componente rhythm. Le sfide Pegaso, invece, sono tutte uguali: si tratta di percorrere uno (stesso) livello a bordo di una motoretta volante raccogliendo vinili extra (che fungono da valuta nel gioco), secondo un sistema che ricorda il famoso Flappy Bird. Alla lunga stanca pure questo.
… ben poco endless
Il maggior difetto di Funk of Titans è la sua pochezza, in tutti gli ambiti. Abbiamo già parlato dei limiti di storia, grafica, sonoro e gameplay, ma la più grande debolezza risiede nella longevità.

Nonostante il numero di livelli sia abbastanza elevato (sono ben quarantacinque, quindici per mondo), per vedere i titoli di coda vi basteranno un paio d’ore, siccome gli schemi sono molto brevi e la difficoltà è inesistente. Per allungare un po’ il brodo, gli sviluppatori hanno aggiunto un sistema di crescita del personaggio, che però non è un vero sistema di crescita. Per salire di livello è necessario superare tre sfide banali (chiamate “missioni eroiche di Zeus”), del tipo uccidere venti nemici o raccogliere 500 vinili; il level up, tuttavia, dà solo qualche vinile bonus, senza influire in alcun modo sul personaggio. L’unico dato significativo è lo sbloccaggio di alcuni equipaggiamenti allo shop: si tratta o di armi o di caschi. Purtroppo questi oggetti non aggiungono mosse o abilità di nessun tipo; al massimo servono per superare altre missioni eroiche (esempio: “completa un livello con il casco Funk Trooper”) o per aprire alcune porte che conducono alle teste di Pegaso. Almeno sono extra simpatici, che spesso rendono omaggio a film o videogiochi, come Star Wars e Final Fantasy VII.
Insomma, non ci sono grandi stimoli per continuare a giocare dopo i titoli di coda, se non per i cacciatori di Obiettivi, che troveranno un “1000” facilissimo, che li impegnerà per un massimo di cinque ore. Certo, verso la quarta ora potrebbero cominciare già ad annoiarsi…

Funk of Titans è un passatempo anche simpatico, ma che non vale nemmeno la metà del suo prezzo di lancio, soprattutto in considerazione del fatto che vi impegnerà per sole tre ore circa. Si tratta senz’altro di un’occasione sprecata, visto che i presupposti per un giochino interessante c’erano tutti.
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fonte : https://www.gamesource.it/editoriali/back-in-time-funk-of-titans/

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