Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente – Recensione

Tornare a Sinnoh dopo 15 anni è una comoda coccola nostalgica, un autentico tuffo nel passato. Il bentornato nella regione è di quelli più familiari, con le quattro casupole di Duefoglie rimaste al loro posto, il Bosco Evopoli che mantiene la sua brezza fredda e il suo alone di mistero. Tutto risplende come il primo giorno, grazie a Pokémon Diamante Lucente e Pokémon Perla Splendente, pensati in esclusiva per Nintendo Switch. Essendo Game Freak impegnato a narrare il passato di questi luoghi, ha affidato a ILCA il compito di dare nuova linfa alla coppia di titoli usciti originariamente su Nintendo DS. La quarta generazione ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un primo punto di svolta nella serie principale, dal punto di vista tecnico e narrativo, allontanando molti i quali se ne erano innamorati con Kanto, incuriosendo altri poké-maniaci. Adesso, tanto i novizi quanto i fan più accaniti potranno trovarsi nelle mani un biglietto di sola andata per scoprire o rivivere Sinnoh.

Una vecchia, ardua scelta
Passano gli anni, ma in Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente non si sfugge alle consuete premesse iniziali: la presentazione al professore, la scelta del proprio avatar – leggermente articolata grazie agli episodi più recenti – sono le formalità necessarie per accedere al nuovo vecchio mondo dei mostriciattoli tascabili. L’intreccio narrativo, è infatti il medesimo di oltre un decennio fa, specificatamente quello delle versioni Diamante e Perla. Il nostro alter ego è chiamato a redigere il Pokédex consegnatogli da Rowan dopo avere preso la più ardua scelta di sempre, quella del compagno iniziale, mentre si fa strada per diventare l’Allenatore più forte del territorio passando per le tradizionali otto palestre e per la temuta quanto agognata Lega Pokémon.
Se Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee hanno accolto la realtà di Pokémon GO, strizzando però l’occhio a chi ha vissuto Kanto in prima persona, Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente si inseriscono nella categoria di remake quanto più fedeli agli originali. Un’operazione differente anche da quella di Rubino Omega e Zaffiro Alpha, che proponevano una sottile ma percettibile riscrittura, poiché i rifacimenti di quarta generazione sono un incitamento a perdersi nella più dolce nostalgia. Non si tratta di un difetto assoluto, bensì di una precisa dichiarazione d’intenti: sin dal primo annuncio, l’obiettivo è parso essere proprio quello di offrire la stessa esperienza del 2006, con buona pace dei veterani che speravano nella presenza di forme alternative dei Leggendari o di un approfondimento sul figlio ripudiato dal Pokémon primigenio. A cambiare sono lo stile grafico, oltre a una serie di chicche concepite per ingolosire ora chi ha compiuto qui i suoi primi passi da Allenatore, ora i giovanissimi che non hanno potuto scoprirlo al tempo.

Gotta Catch ‘Em All
L’ossatura del Gameplay a marchio Game Freak, ovvero quella di un particolare tipo di RPG a turni, non viene scalfita dalle mani di ILCA per Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente; tuttavia vanno discusse alcune aggiunte e modifiche mutuate dalle conquiste odierne per non appesantire la sua scorrevolezza. Ci riferiamo per esempio alla schermata di combattimento, ora più snella e ben leggibile, con l’integrazione di una scheda per lanciare una Poké Ball in soli due passaggi e un’indicazione per segnalare l’effetto di ogni mossa contro l’avversario, elemento davvero superefficace. Molto chiacchierato tra le maglie del web, il “Condividi esperienza” è, come ipotizzato da mesi, inserito in maniera imprescindibile negli schemi di gioco, pertanto non rimovibile. Si tratta di uno stratagemma, già adottato negli ultimi capitoli, atto a svecchiare l’obbligo di concentrarsi su un singolo mostriciattolo alla volta per proseguire nella propria partita. Se sulle prime sembrava rischiare di rompere gli equilibri, nel lungo abbiamo compreso la sua collocazione e i punti esperienza assegnati a ognuno dei sei in squadra. Certo, chi è cresciuto con un Game Boy tra le mani potrebbe sentirsi facilitato a momenti alterni, ma mai al punto da sfociare nella noia.
In Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente permane l’aspetto collezionistico cuore del brand, grazie a un Pokédex rimpinguato da alcuni arrivi e dal Tipo Folletto, nato solo con X e Y. Quest’ultima nello specifico interesserà la gestione degli scontri tra resistenze e debolezze, promettendo di garantire battaglie meno sbilanciate rispetto al passato. La conformazione di Sinnoh è, come affermato in apertura, riproposta in maniera fedele, tra zone erbose e altre montuose, con un ampliamento di un’area specifica a favore del gioco cooperativo e della cattura di creature rare. I Sotterranei, ora ribattezzati Grandi Sotterranei, sono un dedalo di corridoi inframezzati da piccole oasi liberamente esplorabili. Si trattano a tutti gli effetti di biomi distinti per spingere il mantra del catturali tutti, con un level design elementare eppure adeguato allo scopo. Rientrando nelle gallerie, i minuti protagonisti potranno sbizzarrirsi con gli amici, anche online, gironzolando alla ricerca di discrete ricompense oppure invitandoli nel proprio antro personalizzabile con delle statue dalle fattezze dei Pokémon. A oggi è difficile intuire le reali possibilità di questa funzione inedita, ma è indubbio il potenziale di maggiore longevità a vantaggio della socializzazione.

Già presente nelle coppie di titoli più recenti, viene trasposta anche in Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente la possibilità di personalizzare l’avatar con una serie d’indumenti, seppure molto scarna, acquistabili a un negozio di Rupepoli che prende il posto del casinò. Ancora, scavando nell’ambito della libera scoperta di Sinnoh, vogliamo lodare l’evoluzione del Pokécron da schermata fissa nel DS a pratica tendina su Nintendo Switch. Lo studio nipponico ha infatti dovuto riprogettare da zero una funzione ancorata al doppio schermo della console a quello unico della piattaforma ibrida, optando per un comodo quadrante visibile nella zona in alto a destra dell’inquadratura. Tramite touch o un tasto sarà possibile cambiare le funzionalità aggiunte progressivamente, mentre con la pressione del dorsale andrà a nascondersi del tutto. Non ultimo, a ciò si lega la trasformazione delle MN da mosse singole assegnabili ai membri della squadra a gruppo di abilità racchiuse in una sola applicazione. Uno stravolgimento non da poco per chi segue il media franchise dagli albori, erodendo l’ormai inusitato obbligo di minare l’organizzazione del proprio team. In questa ottica, risulta alquanto curiosa la scelta delle MT monouso, ovvero da assegnare a una singola e sola creatura.

Un’altra occasione di divertimento offerta da Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente per gli iscritti al Nintendo Switch Online è data dalle Super Gare-show. Se passate per Cuoripoli non potrete rimanere impassibili al fascino di tali Party Game ripensati in ottica contemporanea, con cinque categorie e quattro livelli differenti. Per portare a casa una vittoria bisognerà trionfare attraverso la personalità, la danza e le mosse del proprio compagno. Nella stessa città “a misura di bambino” si colloca il Parco Concordia, ora rimaneggiato in modo sensibile. Qui gli Allenatori potranno infatti girovagare con i propri Pokémon fuori dalle sfere (fino a un massimo di sei), rilassarsi e scattare con loro delle foto ricordo. Da questo momento, uno di loro a scelta potrà accompagnare il giocatore per il resto dell’avventura. Ognuno ha delle animazioni proprie, per quanto raramente riescano a tenere il passo, costringendoli a un reset, ovvero a vedere il modello sparire e riapparire vicino a noi.

In ambito di gioco di gruppo e novità, bisogna segnalare due ulteriori aggiunte dei remake. Da un lato ci riferiamo al Parco Rosa Rugosa, un’ampia area raggiungibile solo dopo essere entrati nella Sala d’Onore. Qui, ottenute delle speciali lastre, potremo lanciarci alla cattura dei Leggendari delle prime quattro generazioni, ma il tutto arriverà solo dopo il lancio fissato per il 19 novembre. Dall’altro lato si staglia la Sala Contatto, letteralmente una stanza nella quale trovarsi con gli amici e ora scambiarsi i Pokémon, ora lottare e scambiarsi dei messaggi. Anche in questo caso però, solo le settimane o i mesi successivi all’uscita dei titoli potranno aprirci alle reali possibilità di questa zona.
Tosti e prorompenti, tutti differenti
Potenzialmente spiazzante in principio, lo stile chibi dona delle forme tondeggianti e squisitamente infantili ai personaggi che pullulano per Sinnoh, ora resa più armoniosa rispetto ai fu Pixel dell’era Nintendo DS – per quanto il passaggio dal Game Boy Advance segnò l’implementazione di sporadici elementi poligonali. Gli attori in miniatura girovagano così in una sorta di diorama sfaccettato dai tanti colori e da una morbida plasticità. Non tutti i giocatori apprezzeranno e dovranno abituarsi a questi corpi deformati, ma in ottica di un rifacimento indirizzato ai giovanissimi e a chi lo era nel 2006, delinea una scelta artistica coerente con le ambiziosi iniziali. I passaggi dal giorno alla notte, i quali influenzano la presenza di specifiche creature, giovano al colpo d’occhio, regalando degli scorci luminosi, ombre precisi e tramonti sublimi. Grazie alla tecnologia di Nintendo Switch, gli autori hanno potuto lavorare anche sulle musiche, componente da sempre apprezzata nella serie Pokémon. La traccia da brividi dell’Antico Chateaux, la splendida melodia nella sfida contro Cyrus del Team Galassia e tutte le altre acquisiscono ora un nuovo valore.

Su Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente si sono riversate un quantitativo di speranze e aspettative a volte irrealistiche da molto prima della loro stessa presentazione. Come parte del modus operandi di The Pokémon Company di proporre titoli principali parallelamente a dei remake, la nuova accoppiata di quarta generazione si distacca parzialmente dai precedenti nella firma portante, quella di ILCA al posto di Game Freak, oltre che nel grado di fedeltà al suo modello. Sinnoh risplende di poligoni semplici, a volte abbozzati, eppure piacevoli nel complesso, mentre le forme dei personaggi richiamano uno stile infantile affine a quello di alcune produzioni giapponesi. Con Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente Dialga e Palkia sono tornati per mettere in ordine rispettivamente il tempo e lo spazio con il benestare del loro creatore, apparentemente sopito, in attesa di essere risvegliato.
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